La lavorazione di ogni parte dello strumento è fatta completamente a mano, e soprattutto ad “arte”: giratura delle fasce, sagomatura di manico e tastiera, costruzione di ponte, attaccacorde e battipenna, sagomatura e applicazione delle catene e scavatura delle tavole; quest’ultime - di tutta la lavorazione - forse la parte più delicata.
Originale particolare dell’estetica della chitarra è inoltre il binding, anch’esso mutuato dalla liuteria classica.
Nelle chitarre semiacustiche è infatti ottenuto facendo sporgere leggermente tavola e fondo oltre le fasce; il bordo così ricavato viene decolorato dopo la verniciatura, così da ottenere un “effetto violino” che conferisce a questi strumenti dalla linea moderna ed essenziale un elegante richiamo alla tradizione.
Nelle chitarre acustiche, soprattutto in quelle con finitura di colore natural, al fine di “spezzare” la continuità di colore tra top fondo e fasce, è previsto l’inserimento di binding in palissandro, o di filetto e binding in acero. Nelle acustiche di colore più scuro è invece esteticamente molto gradevole la decolorazione del bordo, in stile violino.
Le tavole sono lavorate a partire da un blocco solido aperto a libro che viene scavato internamente ed esternamente fino a raggiungere una serie di spessori in funzione sia dell’arcuatura desiderata che dell’intonazione da ottenere.
L’intonazione a mano del top della chitarra è, infatti, un’altra importante caratteristica della lavorazione, ottenuta tramite una progressiva riduzione degli spessori della tavola fino a raggiungere la frequenza desiderata, riconoscibile mediante tapping su di essa.
Sarà dunque l’intero processo di lavorazione che – tenendo conto del progetto e dei materiali utilizzati -determinerà il valore dello strumento.