Indispensabile per la resa acustica, da sempre la vernice è anche firma artistica dello strumento.
Per questa ragione sono privilegiate vernici a base di resine naturali (coppali, damar, sandracca ecc., unite tra loro secondo ricette tramandate da maestro ad allievo) che, assecondando perfettamente la naturale vibrazione delle fibre del legno, risultano in assoluto le migliori miscele per la finitura di uno strumento musicale.
Inoltre, il laborioso procedimento di applicazione della vernice - la tecnica di stesura a mano a pennello rende necessario un lunghissimo periodo di apprendimento - amplifica le differenze stilistiche da liutaio a liutaio e ne diventa gesto artistico caratterizzante. Non è un caso, infatti, che queste siano le uniche vernici usate da sempre per la finitura degli strumenti di liuteria classica (violini, violoncelli, eccetera).
In funzione delle inevitabili differenze strutturali e di utilizzo della chitarra rispetto agli strumenti ad arco, è necessario però, utilizzare una mescola adattata, più dura e resistente.
La finitura può essere sia lucida che satinata. Quest’ultima, è particolarmente consigliata per colori chiari (natural, ambra), mentre i colori più scuri (dal marrone violino fino al nero della Dark Lorraine) vengono senz’altro valorizzati da una finitura lucida.
La differenza tra i due tipi di finitura è esclusivamente estetica, in quanto la quantità e la qualità della vernice utilizzata è assolutamente la stessa.
È anche possibile, qualora si richiedesse una miscela più resistente, applicare una vernice sintetica con base ad acqua, quale strato finale sopra la vernice naturale. Questo garantisce che le caratteristiche conferite dalla vernice naturale rimangano invariate, insieme all’aspetto estetico del colore e della stesura.